Tutto sul Siam: il Sistema nazionale di allertamento per il maremoto

Pubblicato il 4/10/2018 in Approfondimenti, Maremoto

Partecipano il Dipartimento della Protezione Civile e gli enti di ricerca scientifica Ingv e Ispra

maremoto

Il SIAM – Sistema di allertamento nazionale per il rischio maremoto, istituito con una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri il 17 febbraio 2017, vede coinvolti il Dipartimento della Protezione Civile insieme a Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Fa parte di un progetto più ampio, il Neamtws, che ha previsto la realizzazione di un sistema di allertamento per il rischio maremoto nel nord est Atlantico, Mediterraneo e mari collegati, analogamente ai sistemi di allertamento già in vita nelle aree del Pacifico, dei Caraibi e dell’oceano Indiano. Il Neamtws opera nel Mediterraneo, mare poco ampio, con tempi di arrivo delle onde molto brevi che riducono i tempi per allertare la popolazione.

All’interno del Siam, l’Ingv – che opera attraverso il Centro di allerta tsunami (Cat), ha il compito di valutare la possibilità che un terremoto con epicentro in mare o vicino alla costa, di magnitudo stimata uguale o superiore a 5.5 che si verifica nell’area di propria competenza, possa generare un maremoto e di stimare i tempi di arrivo dell’onda lungo i differenti tratti di costa.

Sulla base delle valutazioni del Cat, il Dipartimento della Protezione Civile, tramite la Sala Situazioni Italia, deve diffondere i messaggi di allerta per attivare, nel minor tempo possibile, il Servizio nazionale di protezione civile. La Rete mareografica nazionale, gestita da Ispra, fornisce i dati della registrazione di un eventuale maremoto.

Sono due i livelli di allerta, e dipendono dalla severità stimata del maremoto sulle coste italiane:

  • Rosso (Watch): indica che le coste italiane potrebbero essere colpite da un’onda di maremoto con un’altezza superiore a 0,5 metri e/o con un run up (la massima quota topografica raggiunta dall’onda di maremoto) superiore a 1 metro;
  • Arancione (Advisory): indica che le coste italiane potrebbero essere colpite da un’onda di maremoto con un’altezza inferiore a 0,5 metri e/o con un run up (la massima quota topografica raggiunta dall’onda di maremoto) inferiore a 1 metro.

I messaggi di allerta maremoto per eventi sismici registrati nell’area di propria competenza vengono diramati dal Cat dell’Ingv al Dipartimento della Protezione Civile e possono essere seguiti da messaggi di:

  • aggiornamento, quando si verificano variazioni nella stima dei parametri sismici che determinano una variazione in aumento del livello di allerta rispetto a quello già emesso;
  • revoca, quando l’evento sismico registrato non dà realmente luogo all’evento di maremoto o dà luogo a un maremoto di modestissima entità;
  • conferma, quando attraverso l’analisi dei dati di livello del mare si registra la conferma strumentale di onde di maremoto o quando arriva al DPC, direttamente dal territorio, la notizia dell’avvenuto maremoto;
  • fine evento vengono emessi quando le variazioni del livello del mare osservate sui mareografi disponibili ritornano a essere confrontabili con i livelli di prima del maremoto. Il messaggio chiude tutti i messaggi d’allerta emessi in precedenza e relativi al medesimo evento.

In ambito Siam, viene diramato anche un messaggio di informazione, che non costituisce un’allerta ma viene inviato per indicare che a fronte dell’evento sismico registrato è improbabile che si verifichi un maremoto.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *