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I forti maremoti del passato

Sulle coste italiane, negli ultimi mille anni sono state documentate varie decine di maremoti, solo alcuni dei quali distruttivi. Il catalogo dei maremoti italiani (Tinti et al., 2004) mostra che le aree costiere più colpite sono quelle della Sicilia orientale, della Calabria, della Puglia e dell’arcipelago delle Eolie e che maremoti di modesta entità si sono verificati anche lungo le coste liguri, tirreniche e adriatiche.

In questa mappa sono rappresentati gli eventi (terremoti, frane, eruzioni vulcaniche) che hanno dato origine ai maremoti del passato. I maremoti sono classificati in base alla loro intensità su una scala che va da 2 (bassa intensità) a 6 (massima intensità). Ad ogni maremoto è stato attribuito un valore di "reliability" (in una scala da "0=evento molto improbabile"  a "4= evento certo") che indica il grado di attendibilità dell'evento stesso, sulla base della qualità delle informazioni utilizzate. I punti sulla mappa localizzati nell'entroterra e che possono apparire "anomali", rappresentano generalmente terremoti storici forti in concomitanza dei quali sono state rinvenute notizie di effetti lungo la costa.  Generalmente, in questi casi, la reliability del maremoto associato è bassa. Valori di reliability 4 si hanno per alcuni eventi avvenuti in mare per i quali le descrizioni di effetti a terra sono molto dettagliate e provengono da fonti bibliografiche coeve.

L'evento di maremoto più disastroso è stato quello del 28 dicembre 1908: a seguito del terremoto nello Stretto di Messina, le coste della Sicilia orientale e della Calabria furono devastate da onde distruttive che provocarono centinaia di vittime. Il massimo runup (massima quota raggiunta dall’acqua rispetto al livello del mare) misurato sulla costa calabrese è stato di 13 metri. Degni di nota sono anche i maremoti del 1627 in Puglia, del 1783 nella Calabria meridionale e del 1693 in Sicilia orientale. Il primo maremoto di questo secolo è accaduto a Stromboli, nelle Isole Eolie, il 30 dicembre 2002 ed ha causato gravi danni alle strutture balneari e alle abitazioni lungo le coste dell’isola.