Central Italy Earthquake, INGV analysis on historical earthquakes between Monti della Laga and Valnerina

Published on 6/09/2016 in Earthquake

Fonte: INGV Terremoti

aggiornato al 5 settembre 2016
a cura di Romano Camassi e Viviana Castelli

Dall’inizio della sequenza, con il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto il 24 agosto alle 3:36 tra le province di Rieti e Ascoli Piceno, la Rete Sismica Nazionale ha registrato più di 5.500 eventi. Secondo i dati raccolti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dei terremoti avvenuti finora, 160 hanno avuto una magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0 della scala Richter, 15 tra 4.0 e 5.0 e uno superiore a 5 (ore 04:33 nei pressi di Norcia).

 

La mappa dell'area della sequenza indica i terremoti storici estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani. Al centro una stella indica l'evento del 24 agosto, intorno, nei dintorni di Norcia molti quadrati indicano gli eventi sismici passati

La mappa dell’area della sequenza con i terremoti storici estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani. La stella indica l’evento del 24 agosto

La sequenza, ancora in corso, avviene in un’area storicamente interessata da eventi di una certa intensità: quella fra i Monti della Laga e la Valnerina, dove anche in passato ci sono stati numerosi forti terremoti. L’evento che al momento risulta il principale della sequenza (24 agosto, ore 03.36 italiane) è localizzato in una zona che ha, tuttavia, una storia sismica piuttosto lacunosa.
Secondo il più recente catalogo sismico CPTI15 (Rovida et al., 2016, aggiornato al 2015) il più antico tra i terremoti locali oggi noti avvenne nel luglio 1627 (Accumoli, Io 7-8 MCS, Mw 5.3); di esso si hanno scarse notizie sul danneggiamento di pochi edifici importanti di Accumoli (Monachesi e Castelli, 1992).

Distribuzione degli effetti del terremoto dell'8 giugno del 1672: dato l'epicentro gli effetti maggiori si sono avuti in tre cittadine situate intorno ad esso, ci sono stati effetti più moderati all'Aquila e molto lievi ad Ascoli Piceno

Distribuzione degli effetti del terremoto dell’8 giugno del 1672

Il più forte avvenne il 7 ottobre 1639 (Amatrice, Io 9-10 MCS, Mw 6.2) e devastò il centro urbano di Amatrice e le località circostanti con caratteristiche che ricordano in maniera impressionante il quadro di elevata distruttività che si va delineando in seguito all’evento del 24 agosto, pur con una distribuzione dei danni abbastanza diversa dall’attuale.

 

 

Questa la breve scheda descrittiva nella sezione “il terremoto della settimana” del web Edurisk :

La notte tra il 7 e l’8 ottobre 1639 l’area compresa tra Amatrice e L’Aquila fu colpita da tre scosse di terremoto di forza crescente, a intervalli di circa un quarto d’ora l’una dall’altra. L’ultima causò gravi danni in molti minuscoli villaggi nei dintorni di Amatrice, nella stessa Amatrice, a Montereale, Accumoli e nel contado aquilano e fu avvertita fino a L’Aquila, Rieti e Ascoli Piceno. Ad Amatrice e nei villaggi vicini ci furono diverse vittime, anche se molti abitanti erano usciti di casa dopo le prime scosse. Nella stessa notte si sentirono alcune scosse più leggere per circa un’ora. Il periodo sismico si protrasse per tutto il mese di ottobre, con repliche di un certo rilievo nei giorni 14 e 17.

 

Il terremoto del 1639 fu seguito, pochi anni dopo da due eventi di energia più moderata, avvenuti nel 1646 (Monti della Laga, Io 9 MCS, Mw 5.9) e nel 1672 (Amatrice, Io 7-8 MCS, Mw 5.3).
Nel Settecento e per gran parte dell’Ottocento al catalogo non risultano eventi locali; l’attività sismica riprende alla fine dell’Ottocento con alcuni eventi di moderata energia localizzati ad Accumoli (1883, Io 7 MCS, Mw 5.1; 1910, Io 5-6 MCS, Mw 4.6; 1950, Io 4-5 MCS, Mw 4.7), ecc. L’ultimo terremoto locale significativo risale al 1963 (Amatrice, Io 7 MCS, Mw 4.7).
La relativa povertà della storia sismica (eventi con I≥5.5) delle principali località dell’area (Accumoli, Amatrice) è tipica delle zone montane dagli insediamenti sparsi e le cui vicende tendono a restare ai margini dell’attenzione della storiografia ufficiale. Le testimonianze storiche disponibili prima del Novecento sono distribuite su di un arco cronologico ristretto e tendono a riguardare esclusivamente gli effetti più gravi. Un confronto con le storie sismiche di alcune località significative delle aree circostanti [L’Aquila, Ascoli Piceno, Rieti] lascia pensare che il livello di incompletezza di questo quadro sia piuttosto elevato.
Il solo terremoto per cui si dispone di dati relativamente dettagliati sugli effetti ad Accumoli e Amatrice resta pertanto quello dell’ottobre 1639, unico evento distruttivo localizzato nell’area dal 1000 in poi.
Va infine ricordato che le località interessate dalla sequenza in corso subirono gli effetti dei fortissimi terremoti del 14 gennaio (Valnerina) e 2 febbraio 1703 (Aquilano); le testimonianze disponibili sono però estremamente generiche (danni gravissimi, vittime).

Approfondimenti dal blog di Ingv Terremoti:
Le shakemap: una pronta ed efficace visualizzazione dello scuotimento prodotto da un terremoto

La sequenza sismica in Italia centrale: un primo quadro interpretativo dell’INGV

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